Nel lavoro per la salute, ogni azione professionale è esito di un giudizio maturato in un processo di formazione che richiede un continuo lavoro di rielaborazione, stimolato dalla realtà sempre mutevole e dalla consapevolezza della complessità in cui consiste ogni esperienza di salute. L’esigenza di questo lavoro è fortemente implicata dall’atto sanitario, tanto è complesso il soggetto del bisogno e coinvolgente la relazione entro cui l’intervento si pone.

Nel corso degli anni più recenti, le iniziative di formazione e aggiornamento sono state rivolte all’acquisizione degli strumenti necessari a operare in funzione riabilitativa con pazienti psichiatrici gravi, sviluppando la riflessione sui fattori terapeutici propri dell’operare in comunità, che si misura con il fuoco della Psicosi che arde sotto la cenere della cronicità e con la ricaduta della turbolenza del paziente Borderline sull’équipe curante.

Senza trascurare la possibile emersione dell’aggressività e di comportamenti violenti, che gli operatori sono chiamati a contenere e bonificare attenendosi a linee-guida per la gestione degli eventi critici, formulate per aumentare il livello di sicurezza di operatori e pazienti.Ancora, il lavoro formativo si è spinto ad affrontare la complessità che – oltrepassato l’orizzonte clinico – concerne anche gli aspetti legali che affliggono i pazienti autori di reato, accolti in comunità pur essendo sottoposti a misure restrittive della libertà. Realtà, questa, che pone la questione di come conciliare, nel lavoro terapeutico, l’aspetto giuridico con quello clinico e riabilitativo e spinge ogni giorno a riproporsi di introdurre il fattore “libertà” nell’orizzonte terapeutico, mettendo alla prova il lavoro riabilitativo, che pur partendo, spesso, da un obbligo alla cura, si può realizzare solo guadagnando il consenso del soggetto interessato.

La riflessione attorno a questi temi clinici e operativi avvincenti ha introdotto alla riflessione più vasta circa il loro fondamento, che si confronta con la domanda di senso che nel lavoro si manifesta, con la prospettiva soggettiva del desiderio, con la centralità della relazione nel lavoro riabilitativo, per sviluppare una cultura dell’incontro e della cura.

Oltre ai formatori interni alla Fondazione, questo percorso si è avvae dell’apporto di colleghi, amici e Maestri, ai quali va la nostra gratitudine.

COLLABORAZIONI & PARTNERSHIP

a) Tirocini, stage e dottorati
– Università Cattolica del Sacro Cuore: collaborazione nello svolgimento del Dottorato di Ricerca della cattedra di Storia Contemporanea della Facoltà di Scienze della Formazione: ricerca sulla figura storica di Adele Bonolis
– ICLES Istituto per la Clinica dei Legami Sociali: tirocinio
– IRPA Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata: tirocinio
– Università Cattolica del Sacro Cuore: tirocinio
– Università Milano Bicocca, facoltà di Psicologia: tirocinio
– Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Biosistemica: tirocinio
– In-Presa Cooperativa Sociale: stage

b) convenzioni
Tribunale di Monza: convenzione per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità

FORMAZIONE ISTITUZIONALE

CHE COSA E’

un momento di lavoro sull’IDEA, sul CONTENUTO e sul SIGNIFICATO dell’attività che ci accomuna, nella diversità delle professioni e dei luoghi in cui la esercitiamo;

A CHI SI RIVOLGE

a tutti gli operatori
a tutti coloro che siano interessatI

COME SI SVOLGE

attraverso incontri e confronti con personaggi della sanità, della cultura, della cronaca anche operanti in settori apparentemente distanti dal nostro ambito professionale

PUOI RIVEDERE I VIDEO DEGLI INCONTRI GIA’ SVOLTI

 

FORMAZIONE PROFESSIONALIZZANTE

Ogni anno è stabilito un programma formativo che – costituito da corsi e seminari – ha come obiettivo l’approfondimento di temi e problematiche direttamente necessarie per l’esercizio della professione concreta.