Una giornata fuori dal comune e dalla comunità: Jacopo e Odisseo

Da tempo Odisseo aspettava questo giorno…

Odisseo è un paziente cosiddetto difficile: una lunga storia di malattia e di vita nelle strutture residenziali, un desiderio forte di “tornare a casa” (come Ulisse verso la sua Itaca) di difficile realizzazione.

La sua continua lamentela, il suo “sentirsi imprigionato in Comunità”, la sua insoddisfazione, unitamente ai sintomi caratteristici di un disturbo del neurosviluppo, hanno portato la sua equipe a ri-concentrarsi su di lui, riformulando la sua diagnosi, riadattando il suo percorso riabilitativo con un’attenzione speciale alle sue aree di interesse e con un focus ben centrato sull’obiettivo della qualità di vita. In questo percorso si inquadra il progetto di fare una gita a Lodi, in una giornata tutta per lui, con il suo psichiatra di riferimento, dr Jacopo Santambrogio.

Odisseo si è presentato elegante, curato nell’aspetto, emozionato per l’uscita. I pregiudizi rispetto a possibili comportamenti inadeguati sono presto caduti.

Dopo una colazione nella piazza centrale a Lodi, la visita alla Chiesa dell’Incoronata, qualche saluto ai passanti (sempre in modo cordiale e un po’ estroverso ma mai problematico), il pranzo e una lunga camminata sotto il sole verso il Museo di arte contemporanea, individuato casualmente su internet.

Il Museo è in realtà una scuola d’arte fondata da Angelo Frosio, aperta a chiunque voglia sperimentarsi nella propria passione artistica per la pittura o la scultura, comprese le persone con disabilità anche psichiche, perché – in fondo – secondo Frosio “il genio è follia e la follia è genio”.

L’educatrice responsabile del Centro porta i due compagni di viaggio a visitare il museo con le opere dell’artista Frosio stesso e di vari artisti, persone comuni e anche pazienti. Odisseo rimane attento e stupito di fronte alla bellezza delle opere, fa molte domande e l’educatrice con competenza lo ascolta e gli risponde. Un vero successo, anche clinico, osservare come Odisseo sia emerso con la propria umanità, sia stato capace di ascoltare, lui che fa così fatica a “mettersi nei panni dell’altro” e tende a sovrastare con le proprie parole…

di Jacopo Santambrogio, psichiatra